BUROCRATERE

13 agosto 2017

La produzione di istanze, domande, moduli, ammesso che si riesca ad avere informazione di quanto serve, non finisce mai.

Al momento della stipula del contratto di affitto per la autonoma sistemazione, il 21 dicembre 2016, avevo già fornito all'agenzia immobiliare che se ne era occupata tutta la documentazione concernente l'inagibilità totale della casa, ciò per potere fruire delle agevolazioni previste per i vari allacci di acqua, luce e gas.
Prima ancora, per potere accedere ai contributi autonoma sistemazione CAS, ho dovuto inviare via pec una mezza dozzina di volte la stessa documentazione, non per via di  un errore o di una dimenticanza da parte mia ma perchè le varie amministrazioni centrali e locali, riformulavano le domande chiedendo cose che semplicemente non avevano chiesto prima.

Malgrado questa continua produzione di documentazione, nell'ultimo mese ho dovuto ancora compilare una serie di nuove istanze rifornendo quanto era già stato comunicato:
Oggi, per potere fruire di un'agevolazione sulla telefonia deliberata dal garante per le comunicazioni il 13 luglio 2017 ma la cui informazione ho potuto ottenere per caso dal sito web di un Comune (non il mio, che non l'aveva ancora pubblicata) il 9 agosto, il quale Comune l'avrebbe però ricevuta dal Ministero solo il 3 agosto - agevolazione che, finalmente, le compagnie telefoniche, tramite un laconico sms,  si sono decise a segnalarci, ebbene, andando appunto sul sito web prima di Tim e poi di Wind, scopro che questa volta, la stessa documentazione già inviata a mari e monti, andrà prodotta in cartaceo tramite Raccomandata A/R ovvero con un fax nel caso della Tim, il che, oltre ad essere decisamente obsoleto rispetto all'uso delle Pec, diventa paradossale se si pensa che la richiesta proviene proprio dallo stesso fornitore di servizi di comunicazione e telematici... altro che standard  ICT !

Ma il punto non è nemmeno questo, in che modo cioè vengano trasmessi decine di volte gli stessi documenti, il punto è che tutti questi documenti sono pubblici e tracciabili, ognuna di queste ordinanze con tutti i dati personali necessari, è pubblicata sugli albi pretori on line  dei Comuni ed è quindi accessibile a chiunque.

Basterebbe creare ( e in un anno si sarebbe potuto tranquillamente farlo) un unico database nazionale nel quale siano inseriti tutti i dati relativi ai singoli sfollati, con periodici aggiornamenti  delle situazioni, sulle quali c'è già l'obbligo della segnalazione per i cittadini e della vigilanza da parte dei Sindaci. Si  tratta già di dati pubblicati, tracciabili e verificabili on line, per cui non si aggiunge né si toglie alcunchè alla privacy ma, creando così una banca dati unica nazionale, accessibile e trasparente,  tutti gli Enti interessati potrebbero attingere a questa ed applicare i provvedimenti di agevolazione previsti dai decreti senza costringere gli sfollati ad effettuare questa mole di lavoro burocratico e senza produrre, anche per le Amministrazioni e le ditte interessate, un'altra inutile montagna di burocrazia.


Toccando un altro argomento, la delega alle amministrazioni locali  della stragrande maggioranza delle funzioni burocratiche, persino nella produzione di modelli di istanza che per decreto dovrebbero essere omogenei - se non identici-  provoca una moltiplicazione esponenziale della quantità di lavoro burocratico con variabili da Regione a Regione e ancor più da Comune a Comune, sia nelle modalità di richiesta dei dati che, purtroppo, anche nell'erogazione dei contributi di emergenza ( i cosiddetti CAS, Contributi di autonoma sistemazione). Si creano così, di fatto, delle discrepanze tra cittadini di diversi Comuni o diverse Regioni, che pure soffrono delle stesse drammatiche conseguenze del sisma. Un esempio: nel Comune di Falerone i CAS di marzo ed aprile furono erogati l'8 maggio, gli stessi contributi, nel Comune di Monsampietro Morico, sono stati erogati il 9 giugno, quelli di maggio il 13 luglio e quelli di giugno ancora non erogati.  È giusto che, a distanza di pochi chilometri, ci siano cittadini che possono accedere ad un sussidio vitale ed altri che debbano invece aspettare due mesi?

La sintesi di questo mio ragionamento di oggi è che, a mio parere, affidare la gestione del sisma agli Enti locali o in genere decentrarla, è giusto da una parte, se le Amminstrazioni locali intervengono con vigore a garantire l'assistenza ai propri cittadini ma, di fatto, è un doppio rischio, prima di tutto perché si moltiplica la stessa procedura burocratica per centinaia e centinaia di Amministrazioni, con il caso di divergenze già accennato e poi perché c'è il rischio della personalizzazione dell'azione, o a volte dell'inazione . D'altra parte, il cittadino che si accorge di essere trattato meno bene che in un altro Comune, magari raggiungibile a piedi dalla sua casa distrutta, non può certo, in questa situazione,  spostare la propria residenza e cambiare Comune. Purtroppo si trova, ahimè, nella stessa situazione di un servo della gleba sotto il signore di turno: deve solo contare che si tratti di un buon signore o, per dirlo con un po' di retorica, di un vero signore...

Occorre quindi,  a mio parere, un coordinamento centrale (non a caso si era nominato un Commissario straordinario) e la creazione, come già detto, di una banca dati nazionale degli sfollati.
Le erogazioni dei fondi di emergenza (CAS ecc.) non devono subire troppi passaggi di mano, dal Governo alle Regioni e dalle regioni ai Comuni, perché ognuno di questi passaggi di mano comporta quanto meno una perdita di tempo nell'efficacia delle erogazioni ed una conseguente produzione e replica di lavoro burocratico. Tali erogazioni, una volta costituita la banca dati con l'obbligo di aggiornamento e tracciabilità già definito per decreto, dovrebbero essere devolute direttamente dallo Stato ai cittadini sfollati,  mettendo in atto comunque tutti i controlli necessari di prassi in base ai dati centrali e con l'obbligo, già esistente per i cittadini, di segnalare ogni variazione.
Ciò eviterebbe ai "terremotati" una serie di vessazioni burocratiche che non tutti sono in grado di sostenere e che in ogni caso si sommano alla costante situazione di disagio provocando un vero sciame burocratico, più inarrestabile di quello sismico che ancora ci accompagna, il 
#BUROCRATERE.

Seguitemi su twitter:

https://twitter.com/GM_Ficara/

La lettera aperta al Commissario Errani:

http://www.giuseppeficara.com/mynews/2017/Lettera_aperta_al_Commissario_Vasco_Errani.html