Lettera aperta al Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016 Vasco Errani (18 maggio 2017)Veduta di Sant'Elpidio Morico prima del sisma

Egregio Commissario,

premetto che mi ritengo fortunato per esser rimasto illeso dalla grave scossa del 24 agosto 2016, per non avere perso alcun parente o amico, come è successo purtroppo a molti, per non avere un allevamento da seguire in condizioni estreme o un'attività da gestire ormai distrutta, per aver potuto sempre contare sul solerte e costante aiuto dei Vigili del Fuoco, i nostri angeli custodi, la sola costante garanzia di risposta ed intervento in questi lunghi mesi di caos e soprattutto per aver potuto provvedere per mesi, da solo, col mio stipendio ed attingendo anche ai miei risparmi, alle numerose e ingenti spese derivate dalla situazione di sfollato.

Ciò detto, sento il dovere civico di condividere in questo resoconto un'esperienza che può aiutare a comprendere attraverso quali meccanismi si moltiplicano di fatto danni e disagi a chi ne ha già subiti dal sisma.

Pochi giorni dopo l'ordinanza di sgombero del 26 agosto 2016, avevo chiesto al Sindaco del mio Comune, Monsampietro Morico, di potere ottenere un alloggio e un luogo sicuro dove potere depositare i miei beni. Mi fu consigliato di richiedere il "Contributo per l'autonoma sistemazione" (Art. 3, comma 1, del Ocdpc n.388 del 26 agosto 2016)

Il 9 settembre 2016 ho quindi inviato la mia prima istanza, che conteneva già tutto ciò che era richiesto nell'OCDPC citata,

Il 15 settembre 2016 ho dovuto però riformularla su un apposito modulo fornito successivamente dal Comune,

Il 17 settembre, a seguito della Nota della Protezione civile Prot. n° UC/TERAG16/0047707 del 16/09/2016, ho dovuto ancora una volta riformularla con l'aggiunta di nuovi dati su un apposito modulo fornito dal Comune,

l'11 novembre, a seguito di un'ulteriore richiesta dati, ho dovuto riformulare l'istanza su un altro nuovo modulo.

Malgrado questa serie di moduli e richieste però nessun contributo era stato erogato per quasi cinque mesi.

Nel frattempo le spese da me sostenute (e documentate) a causa del sisma ammontavano già ad Euro 4757,00

Il 16 gennaio 2017 mi sono deciso quindi a spedire, anche alla S.V., un sollecito via PEC nel quale segnalavo il forte ritardo, comunicando la mia nuova autonoma sistemazione in appartamento in affitto ad Ortezzano, ed allegando in copia digitale, di mia iniziativa e per prevenire altre emissioni di moduli da riempire, bollette ENEL e GAS del periodo precedente il sisma 24 agosto, documenti attestanti la propria attività di studio universitario ai sensi dell' Art. 5 comma 4 dell'OCDPC 408 2016, fatture delle numerose spese sostenute a causa del sisma, traslochi, cauzioni, affitti, acquisti nuovo mobilio.

Finalmente il 24 gennaio 2017, dopo 5 mesi di attesa e spese varie, ho ricevuto la prima tranche dell'arretrato del CAS e il pagamento delle rate mensili era proseguito fino a quella di febbraio, erogata il 27 marzo.

Sembrava quindi risolto il problema ma ad aprile arriva un'altra richiesta di integrazione dati, in particolare nome, cognome e codice fiscale del locatore, tipologia della sistemazione. In tutto una riga di testo scritto.

Questo però è bastato per richiederci di compilare un altro modulo, cosa che ho fatto puntualmente, comunicando cose che in concreto avevo già comunicato da mesi.

Non si è provveduto per inciso alla creazione di un modello unico fornito dalla Regione ma si è lasciato ai singoli Comuni il compito di stilarlo autonomamente, moltiplicando così il lavoro burocratico, a volte con l'aiuto di personale esterno per realizzarlo e con modelli e impostazioni di fatto diversi tra loro.

L'integrazione dati richiesta sarebbe stata motivata dalla Regione Marche con una modifica introdotta alla "piattaforma informatica finora utilizzata dai Comuni per la trasmissione dei dati, resa necessaria al fine di poter attingere al Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea (Fsue), che richiede un differente tipo di rendicontazione", come si legge dal sito dell'Ansa:

http://www.ansa.it/sisma_ricostruzione/notizie/2017/04/20/sismaascoli-teme-ritardi-contributo-cas_cfe8a59a-b825-4b71-bd70-e754174768b7.html

Ci si sarebbe aspettati comunque che, nel frattempo, un contributo previsto con Decreto della Protezione Civile con fondi già stanziati, secondo regole date e rispettate e dopo mesi di attesa, continuasse finalmente ad essere erogato.

Invece con questa motivazione si è di fatto temporaneamente sospesa l'erogazione di un contributo vitale legato all'emergenza. Gli affitti delle autonome sistemazioni però continuano a dovere essere pagati e purtroppo non tutti possono permettersi di coprire di tasca propria le spese di questo ennesimo ritardo. Molte famiglie rischiano così o di non pagare gli affitti o di indebitarsi.

La situazione diventa paradossale se si considera che la scelta di collocare gli sfollati in albergo - quella apparentemente più facile perchè non comporta oneri e sforzi progettuali immediati - si rivela di fatto la più costosa come si può facilmente evincere da questi dati diffusi dalla stampa:

Costo per una famiglia di 4 persone in albergo:

Eur 40,00 x4 x30gg= Eur 4800,00 mensili = Eur 57600,00 annuali

Costo per la stessa famiglia in autonoma sistemazione:

Eur 800,00 mensili = Eur 9600,00 annuali

Costo di una casetta (SAE): 1.300 euro a mq (al netto delle urbanizzazioni) 104mila euro per 80mq, l'equivalente di più di 10 anni di autonoma sistemazione o poco meno di due anni di albergo.

Fonti:

È evidente che la cosa che si sarebbe dovuto di più incoraggiare è appunto l'autonoma sistemazione ma di fatto i contributi CAS sono arrivati con oltre cinque mesi di ritardo e adesso sono stati di fatto sospesi. Nel mentre gli alberghi protestano per varie legittime ragioni e la soluzione "facile" comporterà, alla fine della fiera, un poderoso esborso per l'Amministrazione. Senza dimenticare che nelle Marche nessuna casetta è stata ancora consegnata.

Mi sono limitato in questa lettera aperta ad un solo argomento ma le disfunzioni di cui potrei riferire sono molte.

Il motivo per cui privilegio questo argomento, oltre al fatto che mi tocca personalmente, è che questa incertezza su erogazioni già deliberate costituisce una vera vessazione sulla vita quotidiana degli sfollati, che non riescono a sentirsi certi di nulla, anche per una cosa così elementare come un Contributo che libera l'amministrazione da incombenze ben più onerose da una parte e per il quale, nel corso di otto mesi, gli sfollati hanno già fornito di volta in volta - e con infinita pazienza - tutte le informazioni richieste.

In questo contesto presentarsi in gaia maglietta gialla a persone che non sanno come pagheranno l'affitto del proprio nuovo rifugio (perchè così viene sentito da chi ha perso la casa) o sballottati da un albergo all'altro, o ancora attaccati con tenacia alla propria terra per non perdere l'unica fonte di sostentamento sempre più minacciata, ebbene questa passerella sarebbe bene evitarla e cominciare a rispondere subito alle infinite segnalazioni, alle drammatiche richieste che non sono certo mancate. Non c'è bisogno di andare sul posto a chiedere alle persone - dopo otto mesi - quello che si sa benissimo e che è stato già detto più volte.

Nella speranza che questa Odissea dei CAS si termini presto e che le molte altre incombenze burocratiche che ci attendono per la ricostruzione siano condotte con linearità, coerenza e puntualità,

Porgo i miei distinti saluti,

Giuseppe Ficara

http://www.giuseppeficara.com

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